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Il lato lungo di una casa modulare appoggiata sul prato: sotto la parete, a filo d'erba, una fila di fondazioni a vite T-Block in acciaio zincato.

Fondazioni a vite: cosa sono, come si posano, dove si usano

Le fondazioni a vite sono elementi in acciaio che si avvitano nel terreno al posto dei plinti in calcestruzzo. Non si scava, non si getta e non si aspetta: la struttura si monta appena la vite è in quota e, quando non serve più, la vite si svita. Questa guida di T-Block®, produttore italiano dal 2004, spiega come funzionano, dove si usano e quando il cemento resta la scelta giusta.

Senza scavo
e senza getto di cemento
Carico subito
appena avvitate
Si svitano
e non lasciano tracce

Cosa sono le fondazioni a vite

Una fondazione a vite è un corpo in acciaio con spire elicoidali saldate nella parte bassa. Si avvita nel terreno fino alla profondità di progetto e diventa la base d'appoggio della struttura: lo stesso compito di un plinto in calcestruzzo, senza lo scavo, il getto e i giorni di attesa.

Le stesse viti reggono una struttura che spinge verso il basso, la trattengono quando il vento la tira verso l'alto e la tengono ferma di lato. Per questo si usano sia come fondazioni, sotto una casa, una casetta o una pensilina, sia come ancoraggi, per un gazebo, una tensostruttura o un cartello.

Chi le cerca le chiama in molti modi: viti di fondazione, vitoni, viti per terreno, ancoraggi a vite. Il principio è lo stesso. Noi le chiamiamo fondazioni a vite e ancoraggi a vite T-Block®.

Come sono fatte le fondazioni a vite T-Block

  • Materiali: acciaio zincato, con zincatura a caldo ISO 1461 o zincatura elettrolitica, e acciaio inox AISI 304.
  • Teste: a flangia, esagonale, oppure senza testa, per infilarci direttamente il palo di una recinzione o di un cartello.
  • Misure: otto classi di lunghezza, dalla T1 alla T15, in quattro fasce di carico.
  • Su misura: oltre al catalogo standard, T-Block realizza modelli custom con geometrie e materiali su specifica del cliente.
Il catalogo delle fondazioni a vite

Come funziona una fondazione a vite

Quanto regge una vite dipende da tre cose: il tipo di terreno, la geometria delle spire e la profondità raggiunta. Il principio si capisce in tre momenti.

  1. Mani guantate che guidano il fusto della vite nel terreno mentre l'avvitatore la fa ruotare.

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    Avvitamento

    La vite entra nel terreno ruotando. Le spire lo attraversano senza asportarlo: il terreno resta dov'è e si arriva alla quota di progetto.

  2. Fila di fondazioni a vite T-Block già installate lungo il bordo del cantiere, con tutte le teste alla stessa quota.

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    Appoggio

    Le spire lavorano come appoggi distribuiti in profondità, il fusto aggiunge l'attrito con il terreno che lo circonda: insieme reggono la struttura in tutte le direzioni.

  3. Pedana in legno montata sui piedini avvitati alle teste delle viti, mentre la squadra posa le fondazioni a vite T-Block per l'estensione della pedana.

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    Montaggio

    La struttura si fissa sulla testa della vite con flangia, staffa o forcella. Non c'è un getto da far maturare: si monta appena la vite è in quota.

Come si installano le fondazioni a vite

La sequenza è la stessa per una recinzione da giardino, per una pergola o per un campo fotovoltaico; cambiano gli strumenti, in base al modello e al numero di punti. Un deck di 4×4 m su 9 viti si completa in meno di due ore, un impianto fotovoltaico da 100 viti in uno o due giorni.

  1. 1. Tracciamento

    Si segnano sul terreno i punti in cui andranno le viti, alla distanza prevista dal progetto: metro, filo e picchetti per qualche decina di punti, livello laser o GPS per i cantieri grandi.

  2. 2. Foro guida

    Nella maggior parte dei terreni si fa un preforo di piccolo diametro, non uno scavo: toglie i sassi in superficie, riduce lo sforzo e aiuta la vite a partire in verticale.

  3. 3. Avvitamento

    La vite si avvita in senso orario fino alla profondità di progetto, a mano, con l'avvitatore o con la testa rotativa: il metodo dipende dal modello e dal numero di punti.

  4. 4. Verifica e montaggio

    Si controllano quota e verticalità della testa e, quando il progetto lo chiede, la coppia a fine avvitamento. Poi si monta subito la struttura.

Quattro modi di avvitarle

A mano

Con la chiave a T o la bussola, fino alla serie T6: 1–2 persone, nessuna macchina, 5–15 minuti a vite.

Posa a mano con la chiave

Avvitatore elettrico

Avvitatore ad alta coppia con bussola e barra di contrasto, fino alla serie T7: silenzioso, senza escavatore.

Avvitatore con barra di contrasto

Escavatore

Testa rotativa idraulica sul braccio del miniescavatore, per i cantieri grandi e le serie oltre la T7: 2–5 minuti a vite.

Escavatore con testa rotativa

Macchina cingolata

La colonna tiene il T-Block verticale; foro guida e avvitamento sulla stessa macchina. Per i campi con molti punti in fila.

Macchina cingolata a colonna
Il video è ospitato su YouTube e si carica solo quando premi play.

Guardala fare

Un'installazione a mano dall'inizio alla fine: la vite, la chiave, il terreno. Altri video mostrano la posa con la macchina a colonna in spiaggia, una turbina eolica e un campo da tennis.

Tutte le fasi sono nella pagina come funzionano le fondazioni a vite; i video nella pagina video delle fondazioni a vite.

In quali terreni funzionano le fondazioni a vite

In quasi tutti: argilla, sabbia, ghiaia, limo, terreni misti, torbosi, gelivi e in pendenza. Per ogni terreno esistono modelli che rendono meglio. La roccia è un caso a parte.

  • Terreni compatti o duri: si fa un foro guida, che aiuta la verticalità e riduce lo sforzo.
  • Sabbia sciolta: di solito la vite parte da sola; si usano viti più lunghe o una vite in più.
  • Roccia: ne esistono diversi tipi e in genere le fondazioni a vite non si usano. Fanno eccezione i casi in cui si producono modelli speciali per la roccia, non a catalogo, che richiedono un preforo specifico.
  • Falda alta: nessuno scavo aperto che si allaghi; la portata si calcola tenendo conto della pressione dell'acqua.
  • Pendenza e alberi: ogni vite si posa alla profondità che serve, senza livellare e senza scavi che danneggino le radici.

I modelli consigliati per ogni terreno

Quanto reggono le fondazioni a vite

La portata dipende dal modello, dal terreno e dalla profondità. Per questo non c'è un numero valido per tutti: la gamma T-Block® è divisa in quattro fasce di carico, e il valore per il tuo progetto si stima nel configuratore e si verifica secondo le NTC 2018.

Quando il progetto chiede un dato misurato in quel terreno, si prova qualche vite direttamente in cantiere: la prova a compressione e la prova a trazione.

Fondazioni a vite o plinti in cemento

Nella maggior parte delle applicazioni conviene la vite: recinzioni, deck, casette da giardino, carport, fotovoltaico, segnaletica, strutture temporanee.

Confronto fra fondazione a vite e plinto in cemento
Criterio Fondazione a vite Plinto in cemento
Tempo di posa Poche ore (per esempio un deck 4×4 m) 3–5 giorni più la maturazione, fino a 28 giorni
Costo totale In genere dal 30% al 50% in meno Scavo, armatura, calcestruzzo e manodopera
CO₂ Dal 50% all'85% in meno Circa 0,9 kg di CO₂ per kg di cemento prodotto
Meteo Si posa tutto l'anno, anche con pioggia o gelo Non si getta sotto i 5 °C
Fine vita Si svita, non lascia tracce e si può riusare Si demolisce e diventa rifiuto

Quando il cemento resta la scelta giusta

Sulla roccia compatta, per carichi estremi oltre 100 kN per punto, quando serve un piano interrato impermeabilizzato o quando un regolamento locale lo richiede.

Il confronto completo, criterio per criterio, è nella pagina fondazione a vite o cemento.

Durata, permessi e NTC 2018

Quanto durano

Con la zincatura a caldo ISO 1461 la durata dipende dallo spessore dello zinco e dall'aggressività del terreno. Per i terreni aggressivi, con alta salinità o pH estremo, si valuta l'acciaio inox AISI 304.

Servono permessi?

Dipende dalla struttura che ci si costruisce sopra, non dalla fondazione. La vite è un'opera amovibile e per le strutture leggere l'iter è spesso semplificato, ma la qualificazione edilizia dell'intervento va sempre verificata con il proprio Comune o con il tecnico incaricato.

Norme tecniche

Le fondazioni a vite rientrano nell'ambito delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018). Al progettista mettiamo a disposizione i dati e l'esperienza ventennale in produzione e applicazioni reali.

A fine vita

Si svitano in senso antiorario con la stessa attrezzatura della posa. Nel terreno non resta un blocco da demolire né materiale da portare in discarica, e le viti recuperate integre si possono riusare.

Per chi progetta: schede tecniche, catalogo e calcolatore delle portate sono nell'area tecnica; il metodo di calcolo e le prove sono nella pagina ricerca e sperimentazione.

Come scegliere la fondazione a vite giusta

Si parte da tre domande: cosa devi reggere, quanto pesa e su che terreno va. Puoi cercare il modello da ognuna delle tre, oppure fare una prima stima nel configuratore.

Stima indicativa: la conferma un nostro tecnico.Richiedi un preventivo

Domande frequenti

Cosa sono le fondazioni a vite?
Sono elementi in acciaio con spire elicoidali che si avvitano nel terreno al posto dei plinti in calcestruzzo. Non serve scavare né gettare cemento, reggono il carico appena avvitate e a fine vita si svitano senza lasciare tracce. Si chiamano anche viti di fondazione, viti per terreno o ancoraggi a vite o vitoni.
Come si installa una fondazione a vite?
Si traccia la posizione dei punti, nella maggior parte dei terreni si fa un piccolo foro guida, poi si avvita la vite fino alla profondità di progetto e si controllano quota e verticalità. Le serie piccole si posano a mano con la chiave a T (fino alla T6), quelle medie con l'avvitatore e la barra di contrasto (fino alla T7), le più grandi con l'escavatore e la testa rotativa.
Quanto peso reggono le fondazioni a vite?
Dipende dal modello, dal tipo di terreno e dalla profondità di posa. La gamma T-Block va dalla fascia leggera (T1-T3) ai carichi molto elevati (T10-T15), che su terreni compatti raggiungono trazioni di decine di tonnellate. Il dimensionamento si fa sul progetto secondo le NTC 2018; il configuratore dà una prima stima.
Quanto durano le fondazioni a vite?
Con la zincatura a caldo ISO 1461 la durata dipende dallo spessore dello zinco e dall'aggressività del terreno. Per i terreni aggressivi, per esempio con alta salinità o pH estremo, si valuta l'acciaio inox AISI 304.
In quali terreni si possono usare?
In quasi tutti: argilla, sabbia, ghiaia, limo, terreni misti, torbosi, gelivi e in pendenza, anche con la falda alta. Nei terreni compatti si fa un foro guida; sulla roccia, che può essere di diversi tipi, in genere non si usano, salvo eccezioni con modelli speciali non a catalogo e un preforo specifico.
Quanto costano le fondazioni a vite rispetto al cemento?
In media il 30-50% in meno delle fondazioni in cemento, considerando il costo totale: materiali, manodopera e tempo. I prezzi si comunicano su preventivo, in base al modello e alle quantità.
Servono permessi e sono a norma?
I permessi dipendono dalla struttura che ci si costruisce sopra, non dalla fondazione: la vite è un'opera amovibile, ma la qualificazione edilizia dell'intervento va verificata con il Comune o con il tecnico incaricato. Le fondazioni a vite rientrano nelle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e il calcolo si fa sul progetto.
Si possono togliere e riutilizzare?
Sì. Si svitano in senso antiorario con la stessa attrezzatura usata per posarle, non lasciano tracce nel terreno e quelle recuperate integre si possono riusare.

Altre risposte su durata, terreni e permessi nelle domande frequenti.

Chi produce le fondazioni a vite T-Block

T-Block progetta e produce fondazioni e ancoraggi a vite in Italia, a Monterchi (AR), dal 2004. La storia è nella pagina chi siamo; le domande più tecniche hanno risposta nelle domande frequenti sulle fondazioni a vite.

Hai un progetto su fondazioni a vite?

Dicci cosa devi reggere, quanto è grande e su che terreno va: ti diciamo quali T-Block servono e quanti.