Energie rinnovabili · Fotovoltaico
Fotovoltaico
Prima di tutto pensiline, carport e parcheggi. Poi il fotovoltaico residenziale a terra, dove chi ha un po' di terreno non ha motivo di salire sul tetto per un piccolo impianto.
Installazione manuale per le installazioni residenziali o meccanizzata per i grandi impianti. Cantieri rapidi, più sicuri e più silenziosi. Smontaggio integrale a fine uso: nessuna demolizione, nessuna bonifica, nel terreno non restano tracce.
I segmenti del fotovoltaico a terra
Le applicazioni sono tante ormai: pensiline, coperture per parcheggi e posti auto, impianti residenziali a terra. Ogni segmento ha vincoli di portata, terreno e contrattuali diversi e la sua serie dedicata.
Pensiline, carport e parcheggi
La prima applicazione del fotovoltaico a terra: coperture per posti auto e aree di sosta, private, aziendali e pubbliche. Le viti si avvitano nel piazzale — anche già pavimentato, senza demolirlo — e reggono la struttura dal basso.
Case di campagna, agriturismi, residenze storiche
Il fotovoltaico residenziale a terra. Per qualche decina di kW, chi ha terreno attorno alla casa non ha motivo di salire sul tetto: non si fora la copertura, si sceglie liberamente esposizione e inclinazione, e ogni intervento successivo si fa camminando.
Impianti a terra di taglia media
Aziende agricole, cantine, strutture ricettive, piazzali. Fissaggio diretto su flangia per le strutture fotovoltaiche standard del mercato, senza plinti e senza getto.
Agrivoltaico
Impianto fotovoltaico su terreno agricolo coltivabile. Vincolo contrattuale tipico: reversibilità a fine concessione. Vedi la pagina dedicata.
Cabine di trasformazione e power station
La cabina prefabbricata si posa su un telaio in acciaio ancorato con viti di fondazione: niente platea in cemento, opera amovibile e reversibile. Vedi la sezione dedicata qui sotto.
La prima applicazione
Pensiline, carport e parcheggi
È il fronte più richiesto del fotovoltaico a terra, e quello dove la fondazione a vite fa la differenza più netta: in un parcheggio la pavimentazione è già posata. Il plinto obbliga a demolirla, scavare, gettare e ripristinare; la vite chiede un foro e basta.
Vale per il posto auto di casa, per il parcheggio aziendale e per quello pubblico — e vale anche per chi la copertura la vuole senza pannelli, con l'impianto aggiunto più avanti sugli stessi ancoraggi.
Vai alla pagina Pensiline e carportPerché le viti nel fotovoltaico
Installazione meccanizzata e veloce
Le viti si avvitano con testata idraulica o avvitatore elettrico. Niente attese di stagionatura del calcestruzzo: il giorno dopo si può montare la struttura.
Niente cemento, niente scavo
Nessuna platea, nessun plinto, nessun getto. Il terreno resta intatto sotto i pannelli e tra le file: meno movimento terra, meno mezzi pesanti in cantiere.
Reversibilità a fine concessione
Su terreno agricolo o in affitto, a fine vita dell'impianto le viti si svitano e si portano via senza lasciare tracce, nessuna opera di demolizione, possibilità di reimpiego in un altro sito.
Adatte a terreni eterogenei
Le serie T-Block coprono terreni sciolti, argillosi, ghiaiosi, in pendenza, gelivi e sismici. Il dimensionamento è calcolato sui parametri reali del terreno secondo NTC 2018.
Classi T-Block consigliate per il fotovoltaico
Sintesi delle famiglie più richieste per fotovoltaico. Per il dimensionamento puntuale, usa il configuratore.
Per strutture leggere e medio-leggere, fisse o su inseguitori monoassiali. Fusto Ø48 con 6 spire e flangia rotonda Ø140 mm con 6 asole per il fissaggio diretto della struttura; disponibile anche con testa esagonale.
Più lunga della T5, per carichi maggiori o quando la portanza superficiale del terreno è bassa. Testa esagonale (chiave 46, 60 o 70) con attacco filettato M12 o M16, in acciaio zincato o inox AISI 304.
Tubo strutturale di sezione maggiore, lunghezza fino a 2 m. Disponibili anche in acciaio inox AISI 304 per ambienti aggressivi. Pensati per i carichi dei grandi impianti fotovoltaici e per gli inseguitori biassiali.
Le lunghezze indicate sono nominali, con una tolleranza di ±1 cm.
Case di campagna, agriturismi, residenze storiche
Se il terreno ce l'hai, il tetto non serve
Per un impianto da qualche decina di kW su un casale, un agriturismo o una residenza storica, la scelta fra tetto e terreno non è obbligata: chi ha spazio attorno alla casa può mettere i pannelli a terra. E quasi sempre conviene.
Sono edifici in cui il tetto è la parte più delicata e più costosa da rifare: coppi antichi, orditure in legno, falde irregolari, portate limitate. Perforarlo per ancorare le staffe significa introdurre punti di infiltrazione in una copertura che non è nata per riceverli.
Il tetto non si buca
Nessuna staffa passante, nessun punto di infiltrazione, nessuna interferenza con la garanzia del manto. La copertura si potrà rifare senza smontare l'impianto.
Manutenzione a terra, non in quota
Pulizia dei moduli, controlli, sostituzioni, neve: tutto si fa camminando. Niente linee vita, niente ponteggi o piattaforme, niente lavoro in copertura — è la differenza più grande in termini di sicurezza e di costo nel tempo.
Esposizione scelta, non subita
A terra l'orientamento e l'inclinazione si decidono in fase di progetto, invece di accettare quelli della falda. Si può anche spostare l'impianto dove non è visibile dall'edificio.
Intervento leggero e reversibile
Nessun plinto in calcestruzzo nel terreno: le viti si svitano e il prato torna prato. Su un immobile di pregio è un'opera amovibile, non una trasformazione permanente.*
Come nasce, in tre passaggi
Nessuno scavo, nessun getto, nessuna attesa di maturazione: fra il prato intatto e i pannelli in produzione ci sono solo tre fasi di montaggio.
* La qualificazione edilizia dell'intervento e gli eventuali vincoli paesaggistici dipendono dai regolamenti locali e dal progetto: verificare sempre con il progettista, il comune e, dove l'immobile è tutelato, con la soprintendenza.
Cabine MT/BT · Power station · Locali tecnici
Cabine di trasformazione senza platea in cemento
Ogni impianto fotovoltaico connesso in media tensione ha bisogno di una cabina di trasformazione o di una power station. La prassi è posarla su una platea in calcestruzzo: scavo, armatura, getto, maturazione — e un'opera permanente nel terreno, con il relativo iter edilizio. Con T-Block la cabina prefabbricata si appoggia e si imbullona a un telaio in acciaio ancorato al terreno con viti di fondazione: la posa si completa in giornata e a fine vita si svita tutto.
Niente platea, niente scavo
Le viti si avvitano, il telaio si imbullona, la cabina si fissa sopra. Nessun getto, nessuna attesa di maturazione: il piano d'appoggio è pronto lo stesso giorno, anche d'inverno o con maltempo.
Opera amovibile e reversibile
Nessuna opera muraria permanente nel suolo: a fine concessione la cabina si solleva, le viti si svitano e il terreno torna com'era. Rispetto alla platea, l'assenza di opere permanenti può semplificare l'iter autorizzativo*.
Livellamento di precisione
Il piano si mette in bolla regolando le viti, anche su terreni non perfettamente piani. La cabina resta sollevata da terra: ventilata, protetta dal ristagno d'acqua, ispezionabile per i passaggi cavi.
Serie consigliate: T7 — T15
I punti di ancoraggio (tipicamente da 4 a 12, in funzione del peso e della geometria della cabina) sono dimensionati sui parametri geotecnici reali del sito secondo NTC 2018. Inviaci scheda tecnica e peso della cabina: rispondiamo con lo schema di ancoraggio e un preventivo netto.
* La qualificazione edilizia dell'intervento dipende dai regolamenti locali e dal progetto: verificare con il progettista e il comune.
Vite vs battipalo vs cemento
Confronto qualitativo per il fotovoltaico. I numeri reali dipendono dal progetto specifico — usa il configuratore per una stima sul tuo caso.
| Criterio | Viti T-Block | Battipalo | Plinto in cemento |
|---|---|---|---|
| Tempo installazione tipico per ancoraggio | 3 — 5 min | 3 — 5 min | getto + maturazione fino a 28 gg |
| Scavo necessario | nessuno | nessuno | sì, con eventuale armatura |
| Reversibilità a fine vita | sì (svitamento, senza lasciare tracce) | parziale (estrazione con danno terreno) | nessuna (demolizione + smaltimento) |
| Compatibilità terreno agricolo | ottima | media | bassa |
| Riutilizzo in altro sito | sì | limitato | no |
| CO₂ incorporata (ordine di grandezza) | bassa (solo acciaio + zincatura) | media | elevata |
Domande frequenti
Servono plinti o getti di calcestruzzo per un impianto fotovoltaico a terra?
Cosa succede alle fondazioni a fine vita dell'impianto?
Si possono usare su un terreno in pendenza?
Come si sceglie il modello T-Block per un impianto fotovoltaico?
Si possono ancorare anche le cabine di trasformazione?
Altre risposte su durata, terreni e permessi nelle domande frequenti.
Una cosa che va detta
Non abbiamo cambiato idea.
È cambiato il fotovoltaico.
Siamo stati fra i primi in Italia a fornire fondazioni per il fotovoltaico a terra. Nel 2009 le nostre viti reggevano un impianto da circa 6 MW a Montalto di Castro, montato in novanta giorni: uno dei primissimi di quella scala realizzato senza una gettata di cemento.
Poi ci siamo fermati. Non perché non credessimo nel solare, ma perché non condividevamo l'idea di sottrarre terreno all'agricoltura per destinarlo soltanto a produrre energia. Abbiamo lasciato quel segmento nonostante il know-how che avevamo accumulato — ed è la parte che ci è costata.
Oggi la situazione è diversa. L'agrivoltaico permette di produrre energia e continuare a coltivare o pascolare sullo stesso terreno. Così abbiamo deciso di rimettere in campo quella conoscenza, al servizio della progettazione agrivoltaica.
La struttura può cambiare. La terra deve rimanere terra.
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