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La facciata della Basilica di Santa Croce a Firenze, in marmo bianco, verde e rosa, vista dal basso contro il cielo azzurro.

Foto della facciata: Prof. Mortel, CC BY 2.0

Case study · Beni culturali ed eventi

Nel Secondo Chiostro di Santa Croce, senza toccare il prato

Tre strutture in tubo da ponteggio nel prato storico di un chiostro rinascimentale, a Firenze. Niente scavi, niente cemento: si avvita, si usa e si toglie.

Il Secondo Chiostro fa parte del complesso monumentale della Basilica di Santa Croce, a Firenze: un loggiato rinascimentale attorno a un prato. A settembre 2026, in occasione del festival Genius Loci, il chiostro ha ospitato un evento "green".

Servivano strutture in tubo da ponteggio per aumentare la sicurezza e sostenere le piante rampicanti dell'allestimento. Il problema, mantenere il luogo più intatto possibile: un prato storico, dentro un monumento, dove non si scava e non si getta.

Un prato che non si può toccare

Per tenere fermo un ponteggio libero si è sempre ricorsi a zavorre o plinti: un metodo che, da quando esiste T-Block, nella maggior parte dei casi è superato. In un chiostro monumentale, poi, il plinto è fuori discussione: vorrebbe dire scavare il prato, gettare calcestruzzo e poi demolirlo a fine evento.

Con le fondazioni a vite il prato non viene danneggiato: ogni T-Block entra nel terreno avvitandosi, senza portare via terra e senza materiale da smaltire, a fine uso tutto torna perfettamente com'era.

Quattro fondazioni a vite T-Block zincate appoggiate sul prato del Secondo Chiostro di Santa Croce, pronte per la posa, con il loggiato ad archi sullo sfondo.
Prima della posa: i T-Block sul prato del chiostro. Quattro per ogni struttura, dodici in tutto.

Il tubo del ponteggio entra direttamente nel T-Block realizzato per questo tipo di tubo

Il modello usato è il T-Block senza testa per palo Ø48, il diametro del tubo da ponteggio: la parte alta è un manicotto in cui il montante si infila e si blocca con i dadi laterali. Non servono piastre, staffe o pezzi speciali: il ponteggio si monta con i suoi giunti di sempre.

A posa finita del sistema di fondazione si vede soltanto la parte alta del T-Block a filo d'erba con il montante dentro.

T-Block senza testa per palo Ø48 a filo del prato, con il tubo da ponteggio infilato e i dadi laterali pronti per il bloccaggio; dietro, il chiostro.
Il T-Block per palo Ø48 a filo d'erba: il tubo del ponteggio si infila e si blocca, senza piastre né getti.

Si avvita, si usa, si toglie

Le tre strutture stanno in piedi per il tempo dell'evento. A fine allestimento il ponteggio si smonta, i T-Block si svitano e il prato torna com'era: l'erba richiude i fori delle viti e non rimangono tracce.

Per un luogo tutelato è questa la differenza che conta: l'intervento è un allestimento, non un'opera che lascia qualcosa nel terreno.

Telaio in tubo da ponteggio montato sul prato del Secondo Chiostro di Santa Croce, davanti a due arcate del loggiato rinascimentale con i tondi in pietra.
Una delle tre strutture, sotto il loggiato: si smonta a fine evento e il prato resta com'era.

Perché è un caso utile

Chiostri, giardini storici, piazze e aree archeologiche ospitano sempre più spesso eventi, mostre e cantieri temporanei, e quasi mai si possono scavare. Una fondazione che si avvita e si svita rende possibile montare una struttura dove il calcestruzzo non è ammesso — e smontarla lasciando il luogo come l'abbiamo trovato.

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Mandaci il progetto, il tipo di terreno e i carichi: rispondiamo con lo schema di ancoraggio e i modelli T-Block® adatti. Se il caso somiglia a uno di questi, lo diciamo — e se non somiglia, lo diciamo lo stesso.